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I LABORATORI SCALA ANSALDO
Dal 20 febbraio del 2001 la location dei Laboratori del Teatro alla Scala hanno mutato sede e dalla Bovisa, Pero, Abanella si sono trasferiti nell'immenso edificio dell'ex fabbrica dell'Ansaldo, in via Tortona 58, in uno dei quartieri pių vivaci in occasione di fiere del design e della moda .
Nei 20.0000 metri quadrati dei Laboratori Scala Ansaldo ha luogo la vera e propria officina dedicata alla creazione, a 360 gradi, degli allestimenti scenografici del Teatro alla Scala. Vi troviamo anche uno spazio scenico del tutto simile a quello del palco del nostro Teatro, a uso delle prove di regia, vi sono custoditi pių di 60.000 costumi di scena e vi si svolgono le prove del il coro stesso della Scala.
Inoltre i padiglioni dei famosi Laboratori - denominati con i nomi dei diversi artisti quali il regista Luchino Visconti, lo scenografo Nicola Benois, il costumista Luigi Sapelli - sono aperti al pubblico di grandi e piccini con visite guidate alla scoperta della fucina dei grandi spettacoli scaligeri.
IL MUSEO
L'8 marzo del 1913 č il giorno di apertura del Museo della Scala, situato nell'ex Casino Ricordi adiacente al Teatro.
Nel 1911 viene acquistata a Parigi la collezione teatrale dell'antiquario Giulio Sambon, primo nucleo del Museo, grazie all'iniziativa di alcuni esponenti della cultura milanese del tempo - quali il Duca Uberto Visconti di Modrone, il prof. Lodovico Pogliaghi, il compositore e librettista Arrigo Boito, il corrispondente de "Il Secolo" signor Borsa, il senatore Mangili, il conte Leopoldo Pullč il dottor Gino (Ettore) Modigliani, direttore della Pinacoteca di Brera - e al contributo economico del governo e di privati italiani.
Nel tempo molteplici acquisti e donazioni hanno arricchito e reso invidiabile da tutto il mondo il patrimonio artistico del Museo. Tra le varie si ricordi il deposito della Casa di riposo per musicisti Fondazione Giuseppe Verdi. Infine, non si dimentichi la prestigiosa Biblioteca della Scala, annessa al Museo, che nel 1952 riceve da Renato Simoni, autore e critico del Corriere della Sera, una donazione di 40.000 volumi e che in tal modo si impone come altra importante fonte culturale di Milano.
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